STATUS // Giorni di festa

Alle volte sorridere diventa difficile, chissà perché me lo ricordo sempre nei giorni di festa.

Stamani il sole è timido e il vento inquieto: muove ombre, ghiaccia le facce, confonde i pensieri. Ho il corpo stanco e cammino lento, la voce di Amy Winehouse esce da una finestra all’angolo di Eric-Weinert Straße mentre aspetto il mio cappuccino. Due ragazzi in strada trasportano un divano, una donna sola è rannicchiata per terra dentro al suo silenzio, un prete mi guarda e ride. Lo saluto, poi penso a Dio, come a un qualcosa di cui non so nulla.

Intanto oggi il mondo libero è in festa e ci si ritrova per ballare, mangiare e ridere insieme. Sia che si abbia un lavoro oppure no, si balla. Con o senza un’identità o un futuro chiaro, col cuore gonfio o infranto, si ride e si mangia. Fra questi pensieri scrivo parole nuove e mi stupisco di quanto sia difficile vivere, quando si ha tutto.

Rivolgo lo sguardo a terra, per la vergogna forse, poi mordo il mio croissant di marzapane.

Fuori il vento continua la sua corsa. Un canarino mangia le briciole sui tavoli, un’amica mi scrive che mi vuole bene e mi regala un calore di cui ho nostalgia e bisogno. M’immagino a casa coi gatti intenti a far le capriole sul letto. Una tazza di caffè caldo fra le mani. Un piccolo taglio di luce che fa capolino dalla finestra. Rinnovato nell’idea di questi piccoli gesti, mi ritaglio un angolo lontano da ogni festa. Cerco una felicità che sussurra e non grida. Leggo Ungaretti.

Buona primo Maggio a tutti.

Nota: STATUS è la “raccolta” degli status condivisi sui social media, prevalentemente Facebook.

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