Lettera a un ricordo // The long way to go

Abbiamo percorso tanti km, sia per strada che altrove. Dormito sotto le stelle, ballato fino a sfinirci e cenato scaldandoci col fuoco. Abbiamo accumulato sporcizia e sogni, pensato a persone lontane e dormito a un respiro dal mare, che c’ha cullato e lavato.

Siamo stati zingari, persone perse e sognatori. Ogni giorno più lontani da chi eravamo, un po’ più vicini a chi stavamo diventando. Abbiamo viaggiato come anime erranti, senza nessuna meta precisa in mente se non quella di perderci dove non c’erano strade, né itinerari, né mattine, né tramonti.

Lontani dal rumore digitale del mondo ci siamo riedificati nel silenzio, nel sapore e nell’odore della terra, dei pensieri, dei desideri e dei sogni elementari d’ogni uomo. Trasformato le ore in giorni, i giorni in anni, noi stessi nel tempo e nello scopo d’una vita il cui unico fine è solo e semplicemente uno, vivere.

Nel vuoto di questi orizzonti ritrovo sogni concreti e sicurezze mai avute.

Divento grande. Divento Rob.

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