E ho il vostro odore addosso, le vostre risa negli occhi. E ho il ricordo di quel silenzio che mi ha parlato di voi, di me e di noi. E ho le tue lacrime sulla pelle, ma non sul cuore. E ho il senso di quella malinconia che sta in ogni bellezza della vita, come parte d’un mondo che insieme abbiamo edificato e percorso. E Vissuto. E Consumato. E pianto, poi dimenticato.
E fotografarvi è stato come vivervi, perché vivervi non mi sarebbe stato possibile senza raccontarvi. Senza spogliarmi. Senza ritrovarmi. Senza soffrire.
E mi ricordo che cercavo il coraggio di cadere. E mi ricordo che cercavo il coraggio per farmi ferire. E mi ricordo che cercavo il coraggio per sentire ancora, per rincorrermi, per allinearmi al vostro canto, per poi lasciarvi svanire.
E adesso bevo vino davanti a una finestra, fra il silenzio di casa e le acrobazie dei gatti. E bevo vino con la presenza dell’assenza, ne vedo chiaramente i confini, ne percepisco la portata, ne scorgo la fine. Sento che cambio le regole del gioco, che mi muovo ancora e non mi sazio. Sento che vado avanti.
Oltre voi. Oltre me. Semplicemente oltre. Tu la vedi la linea?
Metto un piede sul confine. La Fotografia lega il Presente al ricordo, si fa valore quando l’alchimia della Vita trasforma tutto in memoria, quando nutre la storia e materializza una fine.
Tu lo vedi il confine? Te la ricordi la storia? La sai accettare la fine?
Nota: questo servizio fotografico è stato realizzato durante il soggiorno in un Airbnb di Barcellona.


