Nell’attesa…

Premessa:

solitamente il primo post che scrivo dopo essere tornato in Italia ha sempre un sapore un po’ amaro. Stavolta, aldilà del sapore, la pietanza direi che è semplicemente difficile da digerire. Non vi racconterò nulla di Londra, non adesso almeno, ché credo di averlo già fatto e non riesco a riscrivere cose già scritte.

Ok, non ci state capendo nulla. Lo so.

Antefatto:

– Mi hanno derubato. Stop.

– Nel furto si son ciulati pure il mio taccuino.  Stop.

– Sì, il mio taccuino! Proprio quello dove scrivo i post mentre sono in giro per il mondo. Stop.

– Ho provato a fare un post basandomi sui ricordi di quanto avevo già scritto, ma riscrivere una cosa già vissuta e messa su carta equivale, almeno per me, a diluirne ulteriormente emotività e spontaneità e questo, secondo il mio metro, non ha alcun senso. Stop.

Mi va comunque di scrivere un post, eccolo:

Nell’attesa di ripartire curo una angolo di pelle viva dove ho riassunto una parte importante della mia vita. Lo farò giorno e notte, almeno per i prossimi sette giorni.

Ah, dimenticavo: lunedì ho pianto. Ero felice.

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